Repubblica Democratica del Congo - I bambini di Mbuji Mayi

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Con i suoi tre milioni di abitanti, Mbuji Mayi è il capoluogo del Kasai Orientale e uno dei principali centri dell’industria diamantifera. In città più del 75% della popolazione vive con meno di 0,20$ al giorno. La media di vita è di 42 anni; più del 70% della popolazione ha meno di 28 anni e il 52% meno di 21 anni. I servizi medici sono insufficienti e costosi e si registrano 1.289 decessi materni per ogni 100.000 nascite.

La malnutrizione dei bambini è più del 40% e delle mamme più del 30%. Sono poche le famiglie in cui si mangia più di cinque volte alla settimana, in quanto la maggior parte dei genitori non ha un lavoro stabile, vive di piccoli commerci o di lavori sotto pagati.

A Mbuji Mayi scarseggiano le scuole e i costi di quelle esistenti sono quasi inaccessibili a più del 75% della popolazione. Il lavoro minorile è purtroppo molto diffuso, specialmente nell’industria diamantifera, che rifiorisce nonostante l’embargo internazionale. Uno studio dell’Unicef stima che i bambini nelle miniere siano 15.000, di cui il 28% sono bambine; essi lavorano sotto il controllo di trafficanti, militari e anche alcune autorità in condizioni di schiavitù e sfruttamento. L’età media dei maschi nelle miniere è tra i 9 e 16 anni e l’età media delle femmine è di 10 anni. Una media di sei bambini al giorno muore nelle gallerie o subisce violenze.

Un altro enorme problema di Mbuji Mayi è quello dei bambini di strada, che sono più di 15.000. Essi abbandonano la scuola o non l’hanno mai frequentata e vivono in strada, cercando autonomamente i mezzi per sopravvivere. Non sempre sono orfani, ma risultano essere un peso per la famiglia, più che una risorsa. Molti padri, obbligati a cercare lavoro altrove, si allontanano per lunghi periodi da casa; le madri sole e senza sostegno a loro volta finiscono per lasciare i figli abbandonati a se stessi. Alcuni sono reclutati in gruppi armati, altri diventano accattoni, altri ancora commettono atti di vandalismo, estorsione di beni e altri reati; le ragazze possono finire nel mondo della prostituzione.

Inoltre, tra i bambini di strada ci sono anche quelli accusati di stregoneria. Infatti, per motivare le crisi e i cambiamenti della società, le persone ricorrono sempre di più a spiegazioni pseudoreligiose o magiche, dove satana e gli spiriti maligni sono gli attori principali di quanto succede. Si stanno diffondendo sette, “chiese”, profeti, esorcisti e guaritori che compaiono dal nulla e fanno la loro fortuna a scapito di una popolazione traumatizzata e senza protezione, vendendo false speranze e falsi idoli. 

Dettagli progetto

Il Centro Muetu Don Bosco di Mbuji Mayi è stato fondato dai Salesiani nel 1995 e si trova in una delle zone più povere della città, nel quartiere Makala della periferia ovest, comune di Bipemba. Gli abitanti sono più di 200.000 e provengono per lo più dallo Stato del Katanga, da cui sono fuggiti in seguito a conflitti interni prima degli anni 2000.

Presso il Centro, i Salesiani gestiscono una parrocchia frequentata da più di 20.000 famiglie e un oratorio con oltre 2.000 bambini, ragazzi e giovani. Inoltre, hanno un istituto scolastico con 1.870 alunni che comprende:

-       La scuola elementare “Cardinal Malula” (circa 820 alunni).

-       Classi di recupero scolastico e alfabetizzazione: sono destinate a ragazzi e giovani mai o poco scolarizzati che in tre anni compiono il percorso elementare – normalmente di sei – e possono presentarsi all’esame per ottenere il certificato di scuola elementare (circa 270 alunni).

-       Una scuola superiore con indirizzo pedagogico e scientifico (circa 430 alunni).

-       Una scuola di formazione professionale con sei corsi in edilizia, costruzioni, falegnameria, saldatura, taglio e cucito (circa 350 alunni).

La Comunità Salesiana del Centro Muetu Don Bosco si occupa anche di accogliere bambini in situazione di vulnerabilità ormai dal 2014. Attualmente, le strutture attive sono:

1)     Casa – Scuola Don Bosco Muetu (fase di transito): nata inizialmente come un dormitorio per i bambini di strada, è diventata un vero e proprio centro di prima accoglienza per bambini che provengono direttamente dalla strada o segnalati dal Tribunale per i Minori, che lavora in stretta collaborazione con il Centro Muetu Don Bosco.

Gli ospiti della casa sono bambini di strada, accusati di stregoneria, abbandonati perché i genitori si sono separati o risposati, provenienti da famiglie povere, orfani di uno o entrambi i genitori, abusati o sfruttati nelle miniere di diamanti etc.

La Casa – Scuola DB vuole rappresentare per i bambini un luogo sicuro e protetto, ma anche essere opportunità concreta di allontanarsi dalla vita di strada. In questa prima fase, i bambini che si sono appena allontanati dalla strada hanno bisogno di uno spazio piuttosto libero e con poche regole. Essi trovano la possibilità di partecipare a varie attività di formazione e di divertimento. Un team di operatori sociali (educatori e assistenti sociali) segue il percorso dei bambini senza imporre regole troppo rigide rispetto alla vita nella casa. I bambini devono ritrovare la stima in se stessi, profondamente minata dai traumi subiti, dalle pressioni e dalle colpe che vengono inflitte loro dalle famiglie e dalla società. Non essere soli e sentire che qualcuno è disponibile a prendersi cura di loro è il primo passo per costruire una nuova vita.

2)    4 case per l’accoglienza a lungo termine: si tratta di quattro case-famiglia aperte nel 2016 per accogliere ragazzi e ragazze che per diversi motivi non possono ritornare in famiglia. Essi sono in una situazione più stabile, vanno a scuola regolarmente e rispettano le regole.

I beneficiari accolti nelle strutture di accoglienza sono ad oggi 285 tra cui 52 femmine. La loro età è compresa tra 1 e 18 anni; l’età media è di 12 anni. Il 40% di essi ha subito accuse di stregoneria. La recente situazione di crisi ha considerevolmente aumentato i bambini sulle strade di Mbuji Mayi. La situazione è molto tesa a causa della presenza massiccia di militari che minacciano e usano maniere forti nei confronti di questi bambini. Il risultato è l’aumento giornaliero dei bambini accolti al Centro; solo nel mese di agosto 2017 sono stati 50 in più.

Questi bambini oggi si trovano in sicurezza, giocano, corrono e vanno a scuola, ma per poterli aiutare c'è bisogno anche di te:

                                DONA IL TUO CONTRIBUTO PER I BAMBINI DI MBUJI MAYI

In questo caso il progetto non riguarda il sostegno di singoli bambini, ma di tutti coloro che frequentano il Centro Don Bosco Muetu.

Basta indicare "Don Bosco Muetu Congo" come causale della donazione.

                                                           GRAZIE DI CUORE!!!