Repubblica Democratica del Congo - I bambini di Mbuji Mayi

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Nella Repubblica Democratica del Congo a Mbuji Mayi si trova iCentro Don Bosco Muetu gestito dai Salesiani di Don Bosco.

Questo centro è stato fondato nel 1995 e si trova nella periferia a ovest della città, uno dei quartieri più poveri della città con più di 200 mila abitanti, tra cui molti profughi dei conflitti tribali dallo Katanga prima del 2000 e di conflitti in altre regio­ni. Pochi riescono a mangiare più di 5 volte alla settimana e la maggioranza non ha un lavoro stabile, ma sopravvive grazie al piccolo commercio. 

Uno studio dell'Unicef stima a 15mila il numero dei bambini sfruttati nel lavoro delle miniere di diamanti e tra questi il 28% sono bambine. L'età media dei maschi è tra i 9 e 16 anni e l'età media delle bambine è di 10 anni. Una media di 6 bam­bini al giorno muore nelle gallerie o subisce vio­lenze. Quasi tutti i bambini abbandonati perché orfani o che patiscono una malattia come epiles­sia, essere albini, malnutrizione... subiscono an­che l'accusa di essere "stregoni" ossia portatori di malocchio perché in contatto con gli spiriti del male, e finiscono sulla strada dove vengono chiamati serpenti. Oltre ad avere subito torture fisiche, soffrono anche della esclusione sociale e sono obbligati ad abbandonare la città per so­pravvivere.


La Comunità Salesiana gestisce una scuola elementare, una scuola seconda­ria, un centro di formazione professionale, una parrocchia, un oratorio e una struttura d'accoglienza per i bambini e bam­bine a rischio chiamata “Casa Scuola Don Bosco”.

Dettagli progetto

Fin dall'inizio i salesiani si sono sempre occupati dei bambini di strada, in particolare dei bambini con un'età dai 3 ai 14 anni accusati di stregoneria.

All'arrivo quasi tutti i bambini hanno una salute cagionevole soprattutto a causa della malnutri­zione e delle torture: piaghe infette, malattie della pelle e infezioni respiratorie.

A Casa Scuola Don Bosco ricevono tre pasti al giorno, cure mediche, alloggio, scuola e soprat­tutto un luogo familiare ed educativo, sicuro ed incoraggiante. Questo permetto loro di fare dei passi in avanti rapidamente, di volersi bene e vo­lere il bene di tutti. Sono organizzati in gruppi di 10 bambini, ciascun gruppo ha un capo a cui far da riferimento per promuove i diritti di tutti i bambini. Fanno dei progressi nell'igiene personale e nella socialità, alcuni sono i primi a scuola, pregano da soli o in gruppi, adempiono ai doveri che ogni gruppo ha, collaborano in tutto, proteggendo la casa e i salesiani e hanno ritrovato la libertà di giocare e vivere. Da stregoni o serpenti come venivano chiamati prima sulla strada, ora a Casa- Scuola Don Bosco studiano e si rendono promo­tori dei diritti umani degli altri bambini.

All'arrivo, ogni bambino è accolto dagli stessi ragazzi. Poi attraverso un colloquio fatto dall'as­sistente sociale e dal coordinatore, si cerca di conoscere la sua storia, la sua situazione e s'i­niziano i contatti con la famiglia per verificare le possibilità di riunificazione. Se questo non è possibile, rimangono con noi e vengono inseriti in un gruppo dove sono seguiti dai loro stessi compagni.

Purtroppo, ci sono stati dei momenti dove la “caccia collettiva” a questa categoria di bambini ha fatto centinaia di vittime e ha reso l'attività insosteni­bile. Nella stesso terreno di Don Bosco Muetu nel 2008 dei bambini sono stati massacrati e bruciati vivi senza che i salesiani potessero intervenire. Per evitare di mettere a rischio tutti gli altri bambini dell'opera e per mancanza di mezzi, i salesiani hanno deciso di sospendere l'attività in attesa di tempi più favorevoli. A quel massacro solo due bambini sopravvissero.

Attualmente l'ostilità contro i bambini di strada è sempre pre­sente. Dopo diverse riflessioni la comunità sale­siana dal mese d'ottobre 2013 ha deciso di rico­minciare ad accogliere i minori a rischio visto il dramma sempre più grande di quanti subiscono e la mancanza di servizi d'accoglienza per loro. Ogni giorno più di 300 bambini sono accolti per la notte.

Le attività e le strutture dell'opera sono forzate ad adattarsi e crescere ogni anno per rispondere al grande bisogno di protezione dei minorenni a rischio e alla richiesta di edu­cazione, formazione professionale, forma­zione socioculturale e servizi parrocchiali di tutti i giovani della zona e delle famiglie. La diocesi di Mbuji Mayi, le autorità provinciali e locali, gli organismi, il tribunale per i minori e i servizi sociali spesso sollecitano il Centro Don Bo­sco ad intervenire e salvare dei bambini innocen­ti vittime d'ingiustizie e sfruttamento umano. 

Per quanto riguarda il personale attivo nel centro, è stato difficile all'inizio trova­re delle persone che accettassero per paura di quanto se dice su questi bambini. Oggi ci sono 6 educatori fra cui Miguel che oggi ha 28 anni, e fu accolto come orfano e stregone da padre Mario all'età di 6 anni nella casa dei Ragazzi di Strada di Lubumbashi; ora è venuto fare il volontario è il logista e a donare un sorriso di fiducia ed in­coraggiamento a tutti i ragazzi. Richard, accolto a Don Bosco Ngangi-Goma all'età di 13 anni, fa da coordinatore e formatore del personale. Rose e Marthe, infermiere ed educatrice delle bam­bine e più piccoli, con Monica professoressa nel centro professionale. Tresor, assistente sociale. Ci sono anche altri educatori scelti tra i giovani più grandi. Anche due mamme che lavorano in altri servizi contribuiscono a creare un clima di fami­glia nel tempo libero.

La storia di ogni bambino è un dramma di ingiu­stizie e sofferenze. Ci sono quelli che non voglio­no più sapere nulla della loro famiglia, quelli che hanno fatto diversi anni sulla strada. La maggior parte di loro viene da Mbuji Mayi o dai villaggi vicini, altri vengono dal Muene Ditu a più di 150 Km e altri da Kananga a più di 250 Km. I più sono accusati di stregoneria, la maggior parte sono orfani o figli di genitori separati, in qual­che caso i genitori sono addirittura scomparsi da diversi mesi o da anni.

Dall'inizio ottobre 2013 fino al mese di gennaio 2015, più di 600 bambini di strada sono stati accolti, 270 riunificati di cui 140 ricevono sostegno scolastico, alimentare e sanitario perché sono accolti da nonni anziani e poveri o da mamma vedove o abbandonate.

Oggi sono più di trecento i bambini innocenti ospiti del Centro Don Bosco di Mbuji Mayi che portano adosso l'accusa infamante di essere stregoni, ma grazie all'impegno dei Missionari Salesiani possono ricominciare a sorridere e a sperare nel futuro!

Recentemente, don Mario è riuscito a strapparne altri 30 dalle mani della gente che gridava: "stregoni, serpenti, bruciateli"!!!

Questi bambini oggi si ritrovano in sicurezza, giocano, corrono e andranno a scuola, ma per per poterli aiutare c'è bisogno anche di te:

                                DONA IL TUO CONTRIBUTO PER I BAMBINI DI MBUJI MAYI
                          ATTRAVERSO LA FONDAZIONE OPERA DON BOSCO NEL MONDO
                                                 CCP: CH87 0900 0000 6900 3320 3                                             


                                                           GRAZIE DI CUORE!!!